Pilandro: la qualità che viene dal nord

0
126
views
pilandro e partner wine

 “Pilandro”: la qualità che viene dal nord

L’azienda che coltiva la qualità nel territorio della Lugana dal 1980, approda con un interessante progetto nelle terre del Verdicchio.

E’ estremamente facile, innamorarsi del clima, e del fascino che emana il Lago di Garda, luogo incantevole, dove le campagne quasi si specchiano nelle acque calme. Dal 1980 la Famiglia Lavelli, proprio li in quell’angolo di paradiso ha deciso di dedicare il proprio amore per la cultura della vite. Grazie a questo amore, sono nati i loro prodotti: Vini Bianchi, Rossi, Bollicine, Passito e l’olio.

Prodotti che esprimono una qualità alta, grazie al microclima che regala ai vini un profumo corroborante e un gusto sagace, in grado di ammaliare e coinvolgere con una straordinaria e genuina purezza.

Poi l’occhio guarda verso nuove terre; terre dove la qualità dei prodotti, può riconfermare quanto fatto in passato. Si sa il mestiere dell’imprenditore è guidato dalla passione.

Grazie a questa passione la famiglia Lavelli si innamora del territorio, del paesaggio e dei prodotti delle Marche e Pilandro così diventa anche marchigiana. Si apre così al pubblico la cantina in località Pozzetto a Castelplanio, dove si possono degustare un ottimo Verdicchio dei Castelli di Jesi superiore “Passione”, un Verdicchio classico il “Pozzetto” un merlot “Settantanni”e “Rosato”.

Anche qui si respira l’aria dell’armonia e della passione che lega il duro lavoro con la tenacia di chi ha voglia di realizzare prodotti di qualità non comune ricchi di amore.

Mi piace lasciarmi andare ai pensieri e a questo binomio che accomuna il fascino delle terre decantate dai poeti: da una parte il Garda di Dante e Virgilio, dall’altra il genio di Leopardi e la mia terra le Marche, che riservano delle sensazioni incredibili. Vi invito a degustare questi prodotti affascinanti e ad abbandonarvi a pensieri di grande serenità e completezza che emanano.

Come scrisse il Poeta Marchigiano, il mio preferito: “…e il naufragar m’è dolce in questo mare”.