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QUANDO UN VINO PUO’ ESSERE DEFINITO “TANNICO”

Tannico, quante volte abbiamo sentito questo termine, specialmente quando si parla di vini rossi, ma ancora non siete riusciti a capire perchè un vino viene definito in questo modo, perchè viene associato ad un senso dispregiativo, chiedendoci il più delle volte, se il vino tannico fosse buono oppure no?

Con il termine tannico si intende un acido tannico, diffuso in molte piante, e soprattutto presente nella buccia dell’uva, e nei vinaccioli dell’uva, dando al vino un sapore astringente, quasi allappante, come se avessimo la sensazione di avere la bocca asciutta, in effetti è proprio questa la conseguenza dei tannini, una volta a contatto con la saliva asciugano il palato, tanto da creare questa sensazione fastidiosa.

Ma è un difetto se un vino ci lascia a bocca asciutta?

Facciamo un pò di chiarezza, tutti i vini rossi sono tannici, per alcuni è dovuto soprattutto alla tipologia del vitigno, come ad esempio il sagrantino, famoso proprio per essere uno dei vini con più tannini d’ Italia, che è così naturalmente, mentre altri lo diventano con la vinificazione, oppure durante l’affinamento nelle botti.

La cosa fondamentale di questi vini con un alto livello di tannini, è che siano ben bilanciati, con le altre caratteristiche che lo compongono come ad esempio la morbidezza e il frutto maturo.

Quindi concludendo, se vi trovate ad una cena o una degustazione e non siete degli intenditori, non disperate quando esce il discorso del vino tannico, perchè tutti i vini lo so e adesso sapete bene cosa rispondere.

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