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VINO E CIOCCOLATO LA PAROLA CHIAVE E’ ABBINAMENTO

Cioccolato e Visciola

Se come la maggior parte delle persone siete degli amanti del cioccolato, e come me amanti del buon vino, perchè non abbinare nel modo migliori i due componenti della serata perfetta tra amici?

Spesso sentendo parlare di abbinamenti al cioccolato ci tornano in mente i liquori, un buon Rhum, un Cognac, e difficilmente un buon vino.

Il cioccolato, definito anche il cibo degli dei , per i suoi benefici nel gustarlo, favorisce il buon umore e la concentrazione.

Il vino non è da meno, veniva definito dai Romani come il nettare degli Dei, per i numerosi vantaggi che ne trae il corpo e lo spirito nel berlo.

A questo punto sono convinta che vi state domandando, qual è il miglior vino da abbinare cioccolato, perchè per entrambi ne esistono diverse tipologie totalmente differenti.

L’abbinamento vino-cioccolato possiamo definirlo, insolito, difficile, differente dal classico abbinamento vino-cibo, ma non impossibile.

Avete voglia di sfidare i vostri gusti e provare?

cioccolato bianco
immagini a scopo illustrativo

Il cioccolato bianco, uno dei miei preferiti, burroso e molto dolce, è bene abbinarlo con un vino che si sposa dolcemente con quel retrogusto di vaniglia, che spesso troviamo in questo tipo di cioccolato, per i miei gusti un vino con mosto parzialmente fermentato, è un abbinamento gustoso e vi assicuro che un sorso tira l’altro.

Il cioccolato fondente, è il cioccolato nella sua forma più pura, ricco di flavonoidi, è quello più amaro, quindi è bene abbinarlo ad un vino liquoroso, quindi un buon passito fa proprio al caso nostro.

cioccolato al latte
immagini a scopo illustrativo

Al cioccolato al latte, invece, vi propongo di provare un vino tipico della regione Marche, dolce e gustoso, un buon vino di visciola, una volta scoperto il gusto di questo vino non potrete fare a meno di tenerne una bottiglia a casa.

Cioccolato e Mossatell

E’ arrivato il momento di provare, quindi che aspettate?

Invitate i vostri amici e mettete in pratica.

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APERITIVO NATURAL CHIC: TOAST DI AVOCADO E SPUMANTE DOSAGGIO ZERO

Aperitivo Natural Chic

Sono passate diverse settimane dalla nostra ultima ricetta, ma con la Food Blogger Stefania Callegari abbiamo pensato di proporvi questa settimana una ricetta diversa dai piatti classici e tradizionali che vi abbiamo proposto fin ora.

“Natural Chic”, è il termine che definisce al meglio questo abbinamento, elementi semplici, ricercati nel gusto ma facilmente reperibili, come l’avocado e un buon spumante con dosaggio zero che rende speciale e raffinato questo abbinamento.

L’avocado, un frutto ormai conosciuto ai più, con delle proprietà sorprendenti e dal verde vivace e allegro, è un prodotto ideale per colorare le vostre tavole e perchè no anche all’ora dell’aperitivo, e uno spumante un buon metodo classico millesimato con dosaggio zero, che si sposa benissimo alla consistenza burrosa dell’avocado.

Io vi consiglio Caterina, dell’azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana, uno spumante metodo classico millesimato con dosaggio zero, ottenuto da uve Verdicchio , dalle quali si creano vini minerali in grado di esprimere nella rifermentazione in bottiglia eleganza, longevità, corposità e territorio. La maturazione sui lieviti dura più di 36 mesi.

Un prodotto dove riusciamo ancora a percepire la qualità e il duro lavoro dei produttori per ottenere un prodotto eccellente.

La preparazione del toast è semplice quindi è la ricetta ideale per chi ha poco tempo e sa che tra pochi minuti arriveranno gli ospiti.

Il toast con avocado potrà essere personalizzato in base al gusto personale: il segreto sarà sempre e solo uno, abbinare la morbidezza dell’avocado, alla croccantezza del pane tostato!

Ingredienti:

  • Avocado maturo
  • Pane da toast
  • Uova
  • Sale e pepe

Innanzitutto dividiamo a metà l’avocado eliminando il nocciolo, poi con un cucchiaio togliamo la polpa morbida, la mettiamo in un piatto e la schiacciamo grossolanamente con la forchetta, non dovendo ottenere una crema.

Aggiungiamo sale e pepe e un filo d’olio evo.

Facciamo intanto delle uova sode, il cui tuorlo resti sufficientemente morbido da sciogliersi in bocca ed amalgamarsi al gusto dell’avocado. Io le lascio 7 minuti, poi le passo sotto l’acqua fredda, le sguscio e quando sono intiepidite, le taglio a metà.

Tostiamo le fette di pane, in forno o nel tostapane; l’importante è ottenere una superficie dorata e croccante.

Spalmiamo l’avocado sul pane ancora caldo e mettiamo su ogni toast un uovo tagliato a metà.

Servite con lo spumante già fresco in un bel calice flute, e il vostro aperitivo semplice dal gusto che conquisterà i vostri ospiti, è pronto per essere servito.

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ROYAL BABY GIRL: IL RISOTTO DELLO CHEF ENRICO DERFLINGHER PER LA PRINCIPESSA, SFUMATO CON IL VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI

Risotto-della-Principessa

“Il risotto della principessa”, ribattezzato così a seguito della dedica dello chef alla piccola di Buckingham Palace.

Il risotto venne presentato per la prima volta alla cerimonia di inaugurazione di Villa Lario Euro-Toques, sulla location del Lago di Como, dall’ex chef di casa Windsor, Enrico Derflingher.

In quell’occasione lo chef dedicò il piatto alla principessa Charlotte, secondogenita di William e Kate, nata proprio lo stesso giorno dell’inaugurazione.

Quale omaggio migliore se non dedicargli un suo piatto, specialmente un risotto, per ripensare al legame che c’è tra Derflingher e la famiglia reale?

Sicuramente vi ricorderete del risotto “Queen Victoria”, venne ideato dallo stesso chef, ma con tanti anni di anticipo per una cena con Gorbaciov e Regan, dove ricevette i complimenti pubblici della Regina Elisabetta.

La ricetta del piatto della “Baby Royal Girl” è stata presto svelata da Derflingher e tra i vari ingredienti, troviamo anche il Verdicchio dei Castelli di Jesi, con cui lo chef sfuma il risotto.

I più curiosi sicuramente si staranno domandando: Qual è il Verdicchio scelto dallo chef stellato?

Vi svelo il segreto: Verdicchio dei Castelli di Jesi classico superiore Terre Sampaolo D.O.C. dell’azienda Piersanti.

Questo vino è frutto di un particolare mix di vendemmie di diversi territori ed esposizioni, raccolti con una vendemmia tardiva, ottenuto con pressatura soffice ed una lenta fermentazione in botti d’acciaio e una piccola percentuale di prodotto ottenuta da un affinamento in barrique.

Il colore giallo paglierino con riflessi verdognoli tendenti al dorato e il suo intenso profumo tendente al mandorlato hanno sicuramente determinato la scelta dello chef.

Ancora una volta il vino marchigiano è protagonista sulle tavole più importanti, un prodotto estremamente semplice che ha come peculiarità, grande qualità, dedizione, passione e impegno dei produttori.

Tutti segreti, importanti per raggiungere il successo e traguardi inaspettati.

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COSTINE CON I CARDI E VINO ROSSO

casanostra e costine

L’abbinamento proposto questa settimana vi potrà sembrare strano considerando che siamo in prossimità dell’arrivo della primavera, continuando a leggere scoprirete come alcuni ingredienti con il cardo siano ancora più gustosi dopo il lungo freddo invernale.

A dire la verità la condizione ottimale per il cardo è il freddo. Così come succede con il cavolo nero, anche le coste del cardo sono più tenere e gustose dopo una gelata.

Il risultato è un incrocio strepitoso tra lo stuzzicante sapore amarognolo dei cardi e la dolcezza delle costine di maiale, tra la morbidezza della carne e la ruvidezza del cardo.

Il vino che vi consigliamo da abbinare a questo piatto è sicuramente un buon vino rosso, mediamente corposo, ma che riesce a far trovare il giusto equilibrio con questo piatto.

Casanostra, dell’azienda Vallerosa Bonci, è un marche rosso igt, è un vino che viene prodotto da più di trent’anni, prodotto con uve in prevalena Montepulciano, e per il resto Sangiovese.

casanostra marche rosso igt vallerosa bonci

costolette_cardi_stefania_callegari

Ingredienti

1 kg di cardi, 500 gr di costine tagliate a pezzi,  1 cucchiaio di passata di pomodoro, erbe miste (alloro, rosmarino, salvia), 2 spicchi d’aglio, vino bianco, olio d’oliva, sale, pepe

Pulite i cardi, togliendo le foglie e la parte esterna filamentosa della costola. Tagliateli a pezzi e gettateli in una ciotola d’acqua acidulata con limone. Portate  a ebollizione una pentola capiente di acqua leggermente salata e fate scottare per pochi minuti i cardi. Scolateli e metteteli da parte.

In un tegame piuttosto grande, fate scaldare un filo di olio, poi aggiungete il trito di erbette e aglio facendo bene attenzione a non farlo scurire. Aggiungete il cucchiaio di conserva e mettete le costolette a rosolare bene su tutti i lati, mescolate ancora per qualche minuto per far insaporire, quindi spruzzate di vino bianco, lasciate evaporare e infine, salate poco e coprite il tutto di acqua. Fate riprendere il bollore, abbassate la fiamma, chiudete col coperchio e continuate a cuocere per circa un’ora, mescolando di tanto in tanto.

Quando la carne comincerà ad essere tenera, aggiungete i cardi, e controllate la cottura più frequentemente, se i cardi hanno ancora molta acqua al loro interno la rilasceranno nella carne, altrimenti potreste aver bisogno di aggiungere ancora acqua.

Assaggiate e regolate di sale e pepe, quando i cardi avranno legato bene con il fondo di cottura e riuscirete a staccare la carne dalle costolette, è pronto!

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PANCOTTO E VERDICCHIO FILELLO

filello e pancotto

Questa settimana il nostro abbinamento propone un ritorno alle vecchie abitudini.

Una cucina da recupero che non richiede solamente di mettere insieme i vari ingredienti ma che diventa un’arte nella creazione di un piatto gustosissimo proprio nella sua semplicità.

Pancotto e Verdicchio dei castelli di Jesi Filello, dell’Azienda Quaresima di Cupramontana.

Un Verdicchio che richiama le origini con questo vino, un cru, che abbianto alla nostra proposta rende questo piatto più piacevole e gustoso.

FILELLO VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI QUARESIMA

IL Filello-verdicchio-partner wineUn vino di prima vendemmia che fa della freschezza olfattiva e della gradevole nota citrina al palato la sua piacevolezza.

La vinificazione delle uve avviene con estrema cura e semplicità. Per il Filello viene preso il mosto fiore dalla
soft press e con l’aiuto delle pompe, viene passato nelle vasche di acciaio inox separandolo dalla feccia.

RICETTA DI STEFANIA CALLEGARI:

Pancotto

500 gr di pane raffermo, 200 gr di cipolla dorata, olio evo, 1, 5 litri di brodo vegetale, 2 foglie di alloro, pecorino stagionato,  sale e pepe

Fate a pezzi il pane secco, mettetelo in una zuppiera con metà del brodo caldo e lasciatelo riposare almeno mezz’ora, di modo che si ammorbidisca bene. Tritate finemente la cipolla e mettetela in una pentola capiente con l’olio e l’alloro, fatela stufare a fuoco basso.

Quando sarà appassita aggiungete il pane strizzato e fate insaporire, quindi mettete  il brodo restante, aggiustate di sale e cuocete lentamente, finché sarà addensata.
Togliete dal fuoco e servite con un’abbondante spolverata di pepe grattugiato, un filo di olio e una bella grattugiata di pecorino.

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LASAGNE AL RAGU’ E VINO MARCHE ROSSO IGT CAMPALLIANO

campalliano e lasagne

[:it]La nostra proposta settimanale riguarda le lasagne al ragù con abbinato un vino dell’azienda Vignamato, Campalliano Marche rosso igt.

Con la lasagna va abbinato un vino rigorosamente rosso, con una struttura importante e il Campalliano a nostro parere si sposa alla perfezione a questo piatto.

CAMPALLIANO AZIENDA VIGNAMATO:

Vino prodotto con uve Montepulciano e Sangiovese, risulta essere un prodotto dal sapore raffinato e dal tannino elegante.

Persistente nell’accompagnare il piatto, così da poter assaporare il gusto sia del vino che della lasagna, senza che uno predomini sull’altro.

RICETTA DI STEFANIA CALLEGARI

LASAGNE AL RAGU’:

Dovrete avere pronto: ragù, besciamella, parmigiano grattugiato e rettangoli di sfoglia delle dimensioni della vostra teglia rettangolare.

Preparazione:

Lessate le lasagne in acqua bollente salata, scolatele al dente e stendetele su un canovaccio per asciugare l’acqua in eccesso. Ungete la teglia con burro e un cucchiaio di besciamella. Mettete un primo strato di fondo di pasta, una generosa mescolata di ragù, la besciamella e  il parmigiano. Proseguite con un altro strato di lasagne e di seguito fino a esaurire tutti gli ingredienti.  

A questo punto mettete la teglia in forno caldo a 180° per 40 minuti. Servite a tavola a fette calde e fumanti.

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TAGLIATELLE AL RAGU’ E ROSSO PICENO:

Diaspro e tagliatelle

La nostra proposta per questo fine settimana sono: tagliatelle al ragù e  un rosso piceno Diaspro dell’ azienda Tenuta San Martino di Staffolo.

Il rosso piceno è un vino rosso dal colore granato molto intenso, ottenuto da uve Montepulciano e San Giovese.

ROSSO PICENO DIASPRO TENUTA SAN MARTINO

Diaspro- Rosso Piceno- Tenuta San Martino

Affinato in botti di cemento vetrificato il risultato finale è un vino dal sapore elegante e delicato con sentori di frutta rossa.

Il suo sapore si sposa perfettamente al piatto della settimana, in quanto il suo gusto persistente mette in risalto ulteriormente il sapore del ragu’.

Ricetta di Stefania Callegari

TAGLIATELLE AL RAGU’

RAGÙ ALLA BOLOGNESE

Ingredienti:
300 g di polpa di manzo (cartella o pancia o fesone di spalla o fusello) macinata grossa, 150 g di pancetta di maiale, 50 g di carota gialla, 50 g di costa di sedano, 50 g di cipolla, 300 g di passata di pomodoro o pelati, ½ bicchiere di vino bianco secco, ½ bicchiere di latte intero, poco brodo, olio d’oliva o burro, sale, pepe

Preparazione:
Sciogliere, in un tegame possibilmente di terracotta o di alluminio spesso, di circa 20 cm, la pancetta tagliata prima a dadini e poi tritata fine con la mezzaluna. Unire 3 cucchiai d’olio o 50 g di burro e gli odori tritati fini e far appassire dolcemente. Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non “sfrigola”. Bagnare con il vino e mescolare delicatamente sino a quando non sarà completamente evaporato. Unire la passata o i pelati, coprire e far sobbollire lentamente per circa 2 ore aggiungendo, quando occorre, del brodo, verso la fine unire il latte per smorzare l’acidità del pomodoro. Aggiustare di sale e di pepe.

Questa è la ricetta ”attualizzata” del vero Ragù alla bolognese, depositata il 17 ottobre 1982 dalla delegazione bolognese dell’Accademia italiana della cucina presso la Camera di Commercio di Bologna.

Con questo ragù è possibile condire anche la pasta all’uovo,come ad esempio le tagliatelle.

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RISOTTO CON CAVOLFIORE VIOLA E LACRIMA DI MORRO D’ALBA

Questa settimana la nostra proposta è: risotto con cavolfiore viola e Lacrima di Morro D’Alba DOC.

Il risotto è un piatto tipico della cucina italiana, gustoso e semplice nella preparazione, con un risultato ottimo facile da ottenere anche per chi per la prima volta si mette ai fornelli.

Il Nerium dell’azienda Boccafosca è un vino rosso gradevole nelle giornate invernali, profumato e che sposa perfettamente i sapori di questo piatto.

Il cavolfiore viola con una struttura più rubusta nel gusto,  tipico della stagione invernale, si abbina perfettamente a questo vino, i quali sapori e profumi rendono ancora più piacevole questo abbinamento.

LACRIMA DI MORRO D’ALBA DOC NERIUM DELL’AZIENDA BOCCAFOSCA

RICETTA DI STEFANIA CALLEGARI

Risotto con cavolfiore viola

Ingredienti: 200 gr riso carnaroli, 150 g di cavolfiore viola, uno scalogno, vino bianco,  olio extravergine d’oliva, 30 gr di burro di centrifuga, sale e pepe.

Cuocete il cavolfiore viola in un tegame d’acciaio, tuffandolo nell’acqua salata solo quando è in bollore. Quando le cime sono al dente scolatele tenendo il brodo viola di cottura. In una padella capiente mettete un paio di cucchiai di olio e lo scalogno tritato e cuocete. Tostate quindi il riso per un paio di minuti a fiamma vivace, sfumando poi con vino bianco. Aggiungete le cime dei cavolfiori e tirate il risotto con il brodo vegetale viola bollente, lasciando cuocere il riso per il tempo indicato. Un paio di minuti prima di spegnere la fiamma, mantecare con il burro.

NON VI RESTA CHE ASSAGGIARE.

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L’ABBINAMENTO DELLA SETTIMANA VINO E SUGO ALLE CANOCCHIE

Bonci e cannocchie

L’abbinamento vino-cibo può essere considerato uno degli enigmi della tavola.

Dalle donne soprattutto, quando si trovano a dover preparare per degli ospiti si presenta ben presto come di solito il problema del vino e di seguito ancora il bicchiere corretto.

Legato soprattutto alla soggettività e ai gusti delle persone, non esiste un solo vino per un piatto, quindi la confusione in queste circostanze è tanta, e per molti, il più delle volte, la scelta finale ricadrà banalmente in un qualsiasi vino rosso per i piatti a base di carne e un qualsiasi vino bianco per i piatti a base di pesce.

Siete già sulla strada giusta però quale sarà la scelta corretta tra tutti i vini rossi e bianchi che conosciamo?

Rosso Conero o Rosso Piceno? Sangiovese?

Per i bianchi è meglio un Verdicchio o un Sauvignon?

Inutile starvi a spiegare i particolari tecnici, qui bisognerebbe mettersi a studiare le caratteristiche dei vini e la loro vinificazione, ma scommetto che voi non avete il tempo necessario per poterlo fare.

Lo sapete che in base al residuo zuccherino di un vino questo è bene abbinarlo con un piatto piuttosto che con un altro?

Con un dolce è meglio abbinare uno spumante dolce piuttosto che un brut?

Per il vostro caso, non è necessario studiare tutti i tipi di vino per scegliere quello che si sposa nella maniera migliore con il vostro piatto?

Sarà tutto molto semplice, a favore delle donne impegnate che corrono per la casa per paura di non riuscire a rendere perfetto ogni particolare.

Per questo nasce l’abbinamento della settimana, ogni domenica, considerando che per molti è ancora un giorno da trascorrere in famiglia o comunque in compagnia, vi consiglio insieme a Stefania Callegari un piatto ed un vino che potranno essere un’idea semplice e soprattutto buona da gustare.

Questi piatti potrete poi utilizzarli e sfoggiarli per qualsiasi occasione.

PRIMO ABBINAMENTO:

Spaghetti e sugo con le canocchie  e Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC Via Torre dell’azienda Vallerosa Bonci

Questo vino si sposa perfettamente al gusto e al sapore di questo piatto.

Da gustare fresco, ad una temperatura consigliata di 12°C.

Verrete coinvolti da un mix di sapori che renderanno speciale il vostro piatto.

RICETTA di STEFANIA CALLEGARI

Ingredienti: 10/12 canocchie, 2 spicchi di aglio, mezzo bicchiere di vino bianco, passata di pomodorini pachino dolci, sale e peperoncino, prezzemolo tritato, olio extra vergine d’oliva, spaghetti o trenette.

Pulite e sfilettate  le canocchie. In una larga padella fate un sugo coi pomodorini dolci leggermente piccante usando aglio e prezzemolo come base del soffritto. Quando il sugo è ristretto aggiungete le canocchie e cuocetele velocemente.

Condite la pasta con questo sugo.

NON VI RESTA CHE ASSAGGIARE!!