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VOLA VOLE’ UN SORSO DI NATURA

Cercare di vivere la quotidianità in modo migliore è forse un’idea così assurda?

Perché dobbiamo ritenere essere di moda ridurre l’uso della plastica, per evitare che questa finisca negli oceani, continuando ad inquinarli in maniera assurda giorno dopo giorno?

Perché dovrebbe essere di moda cercare di nutrirsi in maniera adeguata, senza “ingurgitare”quotidianamente alimenti che possono rivelarsi nocivi?
I prodotti biologici oggi non sono solamente una moda, ma sono diventati una reale alternativa ad un consumo scriteriato di cibi e alimenti che possono rivelarsi col tempo dannosi alla nostra salute.
Abbiamo voluto dedicare la nostra attenzione al problema di una sana alimentazione focalizzandoci sul vino ed abbiamo “incontrato” i vini Vola Volè.
I vini vola volè non sono dei semplici vini biologici, ma le vigne in cui vengono raccolte le uve hanno la certificazione di biodiversità.
La vasta gamma di questi vini comprende:
-pecorino
-cococciola
-cerasuolo
-montepulciano
-trebbiano
-passerina
I lieviti con cui producono questi vini sono ottenuti dal miele prodotto attraverso l’impollinazione di piante autoctone.
Ogni vino ha una differente pianta da cui impollinano le api:
-cocciola, Trifoglio
-pecorino, Rovo di mora
-cerasuolo, Ciliegio
-passerina, Castagno
-montepulciano, Sulla
-trebbiano, Biancospino
Un metodo di produzione del vino, innovativo, estremamente naturale, che si focalizza anche sulle api, sinonimo di qualità.
Ormai sappiamo che senza le api vivremmo solamente per 4 anni, e mangiando e bevendo male, forse anche meno; quindi perchè non acquistare questo vino, cambiare leggermente le nostre abitudini e contribuire al nostro benessere?
Ogni tanto una punta di sano “egoismo” aiuta, come diceva Oscar Wilde: “amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita”.

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Salumi Tomassoni Gourmet

Una storia di pura eccellenza

In un mercato che impone sempre di più alti ritmi produttivi e competizione globale a discapito della qualità, i salumi Tomassoni rappresentano da sempre una nicchia di pura eccellenza, un marchio fedele ai valori della migliore tradizione artigianale marchigiana.
Tomassoni è un’azienda di famiglia, nata negli anni Ottanta dalla passione del fondatore Sergio, che forte del passato vuole conquistare il futuro con una ricetta esclusiva di amore, arte e dedizione. 
Con alle spalle un’esperienza pluriennale, oggi l’azienda Tomassoni è in grado di coniugare costanza produttiva e metodi artigianali, assicurando i migliori standard di qualità e sicurezza alimentare.

I prodotti Tomassoni sono realizzati con carni di Suino Pesante, razza certificata DOP con il nome “Gran Suino Padano Dop”, ossia la razza di maiale utilizzata nel disciplinare del prosciutto di Parma. Tutti i suini sono nati, allevati e macellati rigorosamente in Italia, per assicurare un maggiore controllo sulla qualità della lavorazione e del prodotto finito. 

Salumificio tradizionale

Infatti Tomassoni è un marchio fedele alla tradizione marchigiana e sinonimo di qualità, una storia iniziata oltre trent’anni fa per valorizzare e mantenere viva la cultura della salumeria marchigiana.
Quando negli anni Ottanta i piccoli artigiani iniziarono a crescere e a voler imitare la grande industria, il nostro fondatore Sergio Tomassoni fece la scelta di non abbandonare i metodi e le modalità di lavoro che avevano caratterizzato la salumeria fino a quel momento. 

La lavorazione dei salumi

Produrre salumi artigianali vuol dire anche rispettare delle regole e utilizzare delle accortezze che, se da un lato possono rendere più laborioso o lungo il processo di produzione, dall’altro rappresentano una grande guadagno in termini di gusto e genuinità.
Lavoriamo solamente carne di suini nati, allevati e macellati in Italia da aziende certificate e costantemente tenute sotto controllo dalle autorità sanitarie.
Acquistiamo solamente carne di prima scelta e solo i tagli anatomici necessari e selezionati per ciascuna singola produzione. La lavorazione dei salumi avviene a poche ore dal ricevimento della carne in modo da mantenerne e inalterate le caratteristiche.
Il nostro lavoro si articola su queste principali fasi:

  • Selezione dei migliori tagli ed eliminazione di tutte le parti troppo grasse e poco tenere
  • Taglio a coltello in pezzi di piccole dimensioni
  • Tritatura specifica per il tipo di salame da dover realizzare
  • Impasto e condimento con vino, spezie e aromi
  • Insacco in budello naturale
  • Legatura finale

Tutte queste fasi vengono svolte da sapienti mani esperte e sotto uno sguardo attendo e scrupoloso, frutto di anni di esperienza e maestria.


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Vino Passerina

La Passerina è uno dei vini bianchi più diffusi e apprezzati in tutta la zona adriatica. Si tratta di un vino molto fresco, non molto strutturato, ma profumato, con delicate note floreali e fruttate, ottenuto dall’omonimo vitigno, autoctono nelle Marche e in Abruzzo. In quest’ultima regione, la vicinanza dei vigneti al mare aggiunge una caratteristica sapidità e piacevolezza. Le denominazioni principali sono l’Offida Passerina DOCG e la Falerio dei Colli Ascolani DOC nelle Marche, mentre in Abruzzo troviamo la Passerina come tipologia della Controguerra DOC.

Abbinamenti al vino Passerina

La Passerina è un vino duttile e grazie a sperimentazioni e coraggio oggi la troviamo ferma, profumata e raffinata oppure spumantizzata per esaltarne acidità e profumi. La Passerina è un vino che nelle sue diverse tipologie consente un’ampia gamma di abbinamenti, dagli aperitivi e antipasti, alle portate, ai dolci e ai formaggi

Profumo del vino Passerina

Il vino Passerina è abbastanza semplice: i suoi profumi principali sono albicocca, pesca, pera, poi accenni di miele, fiori bianchi, timo, salvia, ginestra, agrumi. Il tutto è molto preciso e intenso, è un vino dalla netta predominanza aromatica, ma declinato con delicatezza.

Sapore del vino Passerina

Al palato è fresco, delicato, non troppo strutturato, mai sgarbato, con punte gustose di sapidità e un finale minerale con mandorle e fiori. La persistenza è buona, ma non è un vino da invecchiamento, quindi non aspettatevi vini molto concentrati o burrosi.

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Vino Passerina
I vostri pacchi sono al sicuro!!

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Verdicchio un vitigno della regione Marche

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Il Verdicchio è un vino bianco coltivato nelle Marche, gastronomico e versatile. Nella nostra enoteca online potete trovare il Verdicchio dei migliori produttori marchigiani, grandi nomi che hanno segnato la storia della regione. Si tratta di vini che generalmente sono prodotti da Verdicchio in purezza, ma che – in base ai vari disciplinari di produzione – possiamo trovare in assemblaggio con altri vitigni bianchi autoctoni (15% massimo).

Nel panorama italiano ci sono due DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) prodotti con questo vino, il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e il Verdicchio di Matelica Riserva. Nel primo caso, il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva è un bianco dalle intense caratteristiche organolettiche che piace per gli aromi floreali, fruttati (agrumi, pesca, pera, mela) e per la buona persistenza.

Il Verdicchio di Matelica Riserva DOCG è un vino che si differenzia dall’altro per la struttura e freschezza pronunciate, tanto che – caso più unico che raro – è indicato anche con le carni bianche. Nella famiglia dei Verdicchio non si può dimenticare la DOC Castelli di Jesi, un vero e proprio passepartout indicato a tutto pasto, abbinabile sia col pesce che col tipico formaggio di fossa.

Questo vitigno, inoltre, si presta bene sia vinificato fermo, che frizzante, spumante e passito, confermandosi un campione per versatilità assoluta.

Cosa trovate nel nostro e-commerce:

Nel nostro e-commerce del vino, potete trovare le cantine più famose per la produzione di Verdicchio, tra cui Fazi Battaglia, un’azienda storica che ha letteralmente segnato la storia di questo vino.

Nata nel secondo dopoguerra la Fazi Battaglia produce varie tipologie di Verdicchio dei Castelli di Jesi, alcune delle quali estremamente riconoscibili nella versione “Titulus”, la bottiglia simbolo di questo vino, nota in tutto il mondo.

Oltre a questo famoso viticoltore, su partnerwine.com potete trovare le migliori cantine delle Marche: grandi vini che accompagneranno con convivialità le vostre cene.

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Quando un vino può essere definito “Tannico”.

Tannico, quante volte abbiamo sentito questo termine, specialmente quando si parla di vini rossi, ma ancora non siete riusciti a capire perchè un vino viene definito in questo modo.

Perchè viene associato ad un senso dispregiativo, chiedendoci il più delle volte, se il vino tannico fosse buono oppure no?

Con il termine tannico si intende un acido tannico, diffuso in molte piante, e soprattutto presente nella buccia dell’uva, e nei vinaccioli dell’uva, dando al vino un sapore astringente, quasi allappante, come se avessimo la sensazione di avere la bocca asciutta, in effetti è proprio questa la conseguenza dei tannini, una volta a contatto con la saliva asciugano il palato, tanto da creare questa sensazione fastidiosa.

Ma è un difetto se un vino ci lascia a bocca asciutta?

Facciamo un pò di chiarezza, tutti i vini rossi sono tannici, per alcuni è dovuto soprattutto alla tipologia del vitigno, come ad esempio il sagrantino, famoso proprio per essere uno dei vini con più tannini d’ Italia, che è così naturalmente, mentre altri lo diventano con la vinificazione, oppure durante l’affinamento nelle botti.

COSA FONDAMENTALE:

La cosa fondamentale di questi vini con un alto livello di tannini, è che siano ben bilanciati, con le altre caratteristiche che lo compongono come ad esempio la morbidezza e il frutto maturo.

CONCLUSIONE:

Quindi concludendo, se vi trovate ad una cena o una degustazione e non siete degli intenditori, non disperate quando esce il discorso del vino tannico, perchè tutti i vini lo so e adesso sapete bene cosa rispondere.

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Un vino invecchiato è veramente più buono?

barrique partnerwine

Quante volte abbiamo sentito parlare di vini invecchiati?

La maggior parte delle volte forse per stereotipo li abbiamo sempre associati a dei vini di qualià, e quindi lo abbiamo fatto anche noi.

Ma realmente cosa significa un vino invecchiato in enologia?

In enologia un vino invecchiato indica un miglioramento di colore, odore e sapore dovuto al fatto che il vino rimane e riposa in recipienti di legno, per un periodo che può essere prolungato o meno, questo è il vero significato di invecchiamento.

Quando sentiamo, invece, parlare di riposo in bottiglia, il termine corretto non è invecchiamento ma l’affinamento.

Tutti i vini migliorano le caratteristiche organolettiche con l’invecchiamento?

I vini per eccellenza che migliorano invecchiando sono i rossi, lo avete sempre sentito, e questo, invece, è vero…ma non vale per tutti.

D’altra parte alcuni vini rossi, i cosidetti “di pronta beva”, sono sicuramente migliori da giovani e non vanno conservati in botti di legno altrimenti si rischia lo snaturamento delle loro caratteristiche.

Altri invece meritano un passaggio in botte, magari solamente per alcuni mesi, come ad esempio il Barbera del Monferrato, mentre ci sono altri vini, quelli che ci interessano per la maggiore che meritano un contatto prolungato con il legno, come la vernaccia di Oristano Riserva che merita almeno 4 anni in fusti di legno.

Il vino rosso invecchia meglio in botte se, proviene da un vitigno adatto all’invecchiamento come ad esempio il nebbiolo, se ha almeno 12° alcolici minimi e se ha 7/8 g per litro di acidità fissa.

Ma cosa succede durante il riposo in botte?

Durate il periodo in cui il vino, viene lasciato riposare nelle botti di legno, si verifica un’evaporazione dell’acqua, il vino viene leggermente ossidato per via dell’ossigeno che entra nella botte.

Il vino durante il suo riposo viene arricchito da alcune sostanze cedute dal legno, formando nuovi profumi e aromi causati da reazioni chimiche che portano alla formazione di esteri, eteri e acetati.

Per ultimo al gusto il sapore del vino che ha passato un periodo nelle barrique risulta più morbido, questo per via del fenomeno di “polimerizzazione” dove i tannini si uniscono e il vino perde gran parte di quel sapore astringente.

Quindi concludendo, non è sempre vero che i vini invecchiati sono i migliori, dipende dalla tipologia del vino, sicuramente i rossi invecchiati sono di ottima qualità.

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Vino e cioccolato la parola chiave è abbinamento

Cioccolato e Visciola

Vino e cioccolato: se come la maggior parte delle persone siete degli amanti del cioccolato, e come me amanti del buon vino, perchè non abbinare nel modo migliori i due componenti della serata perfetta tra amici?

Spesso sentendo parlare di abbinamenti al cioccolato ci tornano in mente i liquori, un buon Rhum, un Cognac, e difficilmente un buon vino.

Il cioccolato, definito anche il cibo degli dei , per i suoi benefici nel gustarlo, favorisce il buon umore e la concentrazione.

Il vino non è da meno, veniva definito dai Romani come il nettare degli Dei, per i numerosi vantaggi che ne trae il corpo e lo spirito nel berlo.

A questo punto sono convinta che vi state domandando, qual è il miglior vino da abbinare cioccolato, perchè per entrambi ne esistono diverse tipologie totalmente differenti.

L’abbinamento vino-cioccolato possiamo definirlo, insolito, difficile, differente dal classico abbinamento vino-cibo, ma non impossibile.

Avete voglia di sfidare i vostri gusti e provare?

cioccolato bianco
immagini a scopo illustrativo

Il cioccolato bianco, uno dei miei preferiti, burroso e molto dolce, è bene abbinarlo con un vino che si sposa dolcemente con quel retrogusto di vaniglia, che spesso troviamo in questo tipo di cioccolato, per i miei gusti un vino con mosto parzialmente fermentato, è un abbinamento gustoso e vi assicuro che un sorso tira l’altro.

Il cioccolato fondente, è il cioccolato nella sua forma più pura, ricco di flavonoidi, è quello più amaro, quindi è bene abbinarlo ad un vino liquoroso, quindi un buon passito fa proprio al caso nostro.

cioccolato al latte
immagini a scopo illustrativo

Al cioccolato al latte, invece, vi propongo di provare un vino tipico della regione Marche, dolce e gustoso, un buon vino di visciola, una volta scoperto il gusto di questo vino non potrete fare a meno di tenerne una bottiglia a casa.

Vino e cioccolato la parola chiave è abbinamento

E’ arrivato il momento di provare, quindi che aspettate?

Invitate i vostri amici e mettete in pratica.

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Aperitico Natural chic: toast di avocado e spumante dosaggio zero

Aperitivo Natural Chic

Aperitico Natural chic: toast di avocado e spumante dosaggio zero.

Sono passate diverse settimane dalla nostra ultima ricetta, ma con la Food Blogger Stefania Callegari abbiamo pensato di proporvi questa settimana una ricetta diversa dai piatti classici e tradizionali che vi abbiamo proposto fin ora.

“Natural Chic”, è il termine che definisce al meglio questo abbinamento, elementi semplici, ricercati nel gusto ma facilmente reperibili, come l’avocado e un buon spumante con dosaggio zero che rende speciale e raffinato questo abbinamento.

L’avocado, un frutto ormai conosciuto ai più, con delle proprietà sorprendenti e dal verde vivace e allegro, è un prodotto ideale per colorare le vostre tavole e perchè no anche all’ora dell’aperitivo, e uno spumante un buon metodo classico millesimato con dosaggio zero, che si sposa benissimo alla consistenza burrosa dell’avocado.

Io vi consiglio Caterina, dell’azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana, uno spumante metodo classico millesimato con dosaggio zero, ottenuto da uve Verdicchio , dalle quali si creano vini minerali in grado di esprimere nella rifermentazione in bottiglia eleganza, longevità, corposità e territorio. La maturazione sui lieviti dura più di 36 mesi.

Un prodotto dove riusciamo ancora a percepire la qualità e il duro lavoro dei produttori per ottenere un prodotto eccellente.

La preparazione del toast è semplice quindi è la ricetta ideale per chi ha poco tempo e sa che tra pochi minuti arriveranno gli ospiti.

Il toast con avocado potrà essere personalizzato in base al gusto personale: il segreto sarà sempre e solo uno, abbinare la morbidezza dell’avocado, alla croccantezza del pane tostato!

Ingredienti:

  • Avocado maturo
  • Pane da toast
  • Uova
  • Sale e pepe

Innanzitutto dividiamo a metà l’avocado eliminando il nocciolo, poi con un cucchiaio togliamo la polpa morbida, la mettiamo in un piatto e la schiacciamo grossolanamente con la forchetta, non dovendo ottenere una crema.

Aggiungiamo sale e pepe e un filo d’olio evo.

Facciamo intanto delle uova sode, il cui tuorlo resti sufficientemente morbido da sciogliersi in bocca ed amalgamarsi al gusto dell’avocado. Io le lascio 7 minuti, poi le passo sotto l’acqua fredda, le sguscio e quando sono intiepidite, le taglio a metà.

Tostiamo le fette di pane, in forno o nel tostapane; l’importante è ottenere una superficie dorata e croccante.

Spalmiamo l’avocado sul pane ancora caldo e mettiamo su ogni toast un uovo tagliato a metà.

Servite con lo spumante già fresco in un bel calice flute, e il vostro aperitivo semplice dal gusto che conquisterà i vostri ospiti, è pronto per essere servito.

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La Staffa

La Staffa il logo

La Staffa: si trova a Staffolo, in una delle zone con maggiore vocazione per la produzione di verdicchio nasce nel 2004 l’azienda vitivinicola La Staffa.

Si può dire nata in seguito all’acquisto di una casa colonica con circa 2 etti di vigneto, Riccardo Baldi, oggi il titolare, all’epoca ancora un ragazzino, comprende fin da subito la passione per la vigna e per il verdicchio soprattutto.

Dal 2010 Riccardo diventa il titolare a tutti gli effetti, portando la sua attività a livelli eccellenti, facendo conoscere i suoi prodotti in tutto il mondo.

La caratteristica che ha premiato il suo lavoro è stata, la produzione fin da subito in regime biologico, oggi molto apprezzata sia in Italia che all’estero.

Artigianale, biologico e classico definisce Riccardo il suo lavoro, perchè l’unico modo per preservare e rispettare il territorio a suo parere, è attraverso un vino fatto con dei procedimenti ancora artigianali, garantendo la migliore condizione di crescita delle piante, ottenendo il miglior grappolo con cui produrre il vino.

In questa cantina, dai vecchi sapori, si respira ancora il profumo autentico della tradizione, dell’amore per il lavoro e per i vigneti.

La dedizione e il lavoro di Riccardo, hanno permesso la crescita di questa attività, ma permetteranno sicuramente di raggiungere i suoi obiettivi e i suoi sogni.

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ROYAL BABY GIRL: IL RISOTTO DELLO CHEF ENRICO DERFLINGHER PER LA PRINCIPESSA, SFUMATO CON IL VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI

Risotto-della-Principessa

“Il risotto della principessa”, ribattezzato così a seguito della dedica dello chef alla piccola di Buckingham Palace.

Il risotto venne presentato per la prima volta alla cerimonia di inaugurazione di Villa Lario Euro-Toques, sulla location del Lago di Como, dall’ex chef di casa Windsor, Enrico Derflingher.

In quell’occasione lo chef dedicò il piatto alla principessa Charlotte, secondogenita di William e Kate, nata proprio lo stesso giorno dell’inaugurazione.

Quale omaggio migliore se non dedicargli un suo piatto, specialmente un risotto, per ripensare al legame che c’è tra Derflingher e la famiglia reale?

Sicuramente vi ricorderete del risotto “Queen Victoria”, venne ideato dallo stesso chef, ma con tanti anni di anticipo per una cena con Gorbaciov e Regan, dove ricevette i complimenti pubblici della Regina Elisabetta.

La ricetta del piatto della “Baby Royal Girl” è stata presto svelata da Derflingher e tra i vari ingredienti, troviamo anche il Verdicchio dei Castelli di Jesi, con cui lo chef sfuma il risotto.

I più curiosi sicuramente si staranno domandando: Qual è il Verdicchio scelto dallo chef stellato?

Vi svelo il segreto: Verdicchio dei Castelli di Jesi classico superiore Terre Sampaolo D.O.C. dell’azienda Piersanti.

Questo vino è frutto di un particolare mix di vendemmie di diversi territori ed esposizioni, raccolti con una vendemmia tardiva, ottenuto con pressatura soffice ed una lenta fermentazione in botti d’acciaio e una piccola percentuale di prodotto ottenuta da un affinamento in barrique.

Il colore giallo paglierino con riflessi verdognoli tendenti al dorato e il suo intenso profumo tendente al mandorlato hanno sicuramente determinato la scelta dello chef.

Ancora una volta il vino marchigiano è protagonista sulle tavole più importanti, un prodotto estremamente semplice che ha come peculiarità, grande qualità, dedizione, passione e impegno dei produttori.

Tutti segreti, importanti per raggiungere il successo e traguardi inaspettati.

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IL VINO SPARAPANI: IL GUSTO ORIGINARIO DEL VERDICCHIO

Frati Bianchi Sparapani

La scoperta dell’unicità

“La terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l’ostacolo l’uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell’arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch’egli trae è universale. …”

Antoine de Saint-Exupéry

La terra e i segreti che cela in essa. 

Spesso la nostra vita è scandita da rituali, da gesti, azioni ripetute che ci fanno sentire al sicuro, ci fanno sentire importanti, indispensabili. Senza le nostre abitudini ci sentiremmo in difficoltà, eppure in esse si cela il nostro limite. La natura, la terra invece ci insegnano che esistono dei cicli, ma mai abitudini, nulla in natura è certo, assoluto se non la ciclicità. La ricerca di quello che è migliore dovrebbe essere la scelta corretta. Nessuna abitudine, ma la ricerca della semplicità.

Quando ho assaggiato il vino di Sparapani, ho avuto questa sensazione, ritrovare il gusto originario del Verdicchio. Un gusto unico, rude come è rude la terra, graffiante come il sole d’estate. Un gusto completo che riempie, inebria. A volte è entusiasmante comprendere quanto la semplicità possa essere la giusta soluzione. In questa piccola cantina, si ritrovano le sensazioni che sono andate perdute, la riscoperta dell’appartenenza al territorio, un territorio che cambia a seconda delle stagioni, dai colori unici, irripetibili. Allontanatevi da questi luoghi e ne proverete mancanza. Mancanza di accarezzare le sensazioni di una Terra e del tempo che questa famiglia ci dedica per renderla unica ed indimenticabile con i suoi vini.

Assaggiarli diventa una sensazione unica. La Famiglia Sparapani non è alla ricerca deì grandi numeri, ma del riscontro basato sulla qualità. E’ questo che fa dei loro vini un qualcosa di essenziale. Non aver mai assaggiato un sorso del loro vino significa aver perso un tassello importante della storia di questo “nettare pregiato”. Assaggiare per capire dove tutto ha avuto inizio, in un luogo dove il vino serviva alla meditazione, alla scoperta di se stessi, dove la persona si fonde con la terra e dove nulla si ripete mai inutilmente per abitudine.