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QUANDO UN VINO PUO’ ESSERE DEFINITO “TANNICO”

Vino rosso tannico

Tannico, quante volte abbiamo sentito questo termine, specialmente quando si parla di vini rossi, ma ancora non siete riusciti a capire perchè un vino viene definito in questo modo.

Perchè viene associato ad un senso dispregiativo, chiedendoci il più delle volte, se il vino tannico fosse buono oppure no?

Con il termine tannico si intende un acido tannico, diffuso in molte piante, e soprattutto presente nella buccia dell’uva, e nei vinaccioli dell’uva, dando al vino un sapore astringente, quasi allappante, come se avessimo la sensazione di avere la bocca asciutta, in effetti è proprio questa la conseguenza dei tannini, una volta a contatto con la saliva asciugano il palato, tanto da creare questa sensazione fastidiosa.

Ma è un difetto se un vino ci lascia a bocca asciutta?

Facciamo un pò di chiarezza, tutti i vini rossi sono tannici, per alcuni è dovuto soprattutto alla tipologia del vitigno, come ad esempio il sagrantino, famoso proprio per essere uno dei vini con più tannini d’ Italia, che è così naturalmente, mentre altri lo diventano con la vinificazione, oppure durante l’affinamento nelle botti.

COSA FONDAMENTALE:

La cosa fondamentale di questi vini con un alto livello di tannini, è che siano ben bilanciati, con le altre caratteristiche che lo compongono come ad esempio la morbidezza e il frutto maturo.

CONCLUSIONE:

Quindi concludendo, se vi trovate ad una cena o una degustazione e non siete degli intenditori, non disperate quando esce il discorso del vino tannico, perchè tutti i vini lo so e adesso sapete bene cosa rispondere.

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UN VINO INVECCHIATO E’ VERAMENTE PIU’ BUONO?

barrique partnerwine

Quante volte abbiamo sentito parlare di vini invecchiati?

La maggior parte delle volte forse per stereotipo li abbiamo sempre associati a dei vini di qualià, e quindi lo abbiamo fatto anche noi.

Ma realmente cosa significa un vino invecchiato in enologia?

In enologia un vino invecchiato indica un miglioramento di colore, odore e sapore dovuto al fatto che il vino rimane e riposa in recipienti di legno, per un periodo che può essere prolungato o meno, questo è il vero significato di invecchiamento.

Quando sentiamo, invece, parlare di riposo in bottiglia, il termine corretto non è invecchiamento ma l’affinamento.

Tutti i vini migliorano le caratteristiche organolettiche con l’invecchiamento?

I vini per eccellenza che migliorano invecchiando sono i rossi, lo avete sempre sentito, e questo, invece, è vero…ma non vale per tutti.

D’altra parte alcuni vini rossi, i cosidetti “di pronta beva”, sono sicuramente migliori da giovani e non vanno conservati in botti di legno altrimenti si rischia lo snaturamento delle loro caratteristiche.

Altri invece meritano un passaggio in botte, magari solamente per alcuni mesi, come ad esempio il Barbera del Monferrato, mentre ci sono altri vini, quelli che ci interessano per la maggiore che meritano un contatto prolungato con il legno, come la vernaccia di Oristano Riserva che merita almeno 4 anni in fusti di legno.

Il vino rosso invecchia meglio in botte se, proviene da un vitigno adatto all’invecchiamento come ad esempio il nebbiolo, se ha almeno 12° alcolici minimi e se ha 7/8 g per litro di acidità fissa.

barrique enogioia

Ma cosa succede durante il riposo in botte?

Durate il periodo in cui il vino, viene lasciato riposare nelle botti di legno, si verifica un’evaporazione dell’acqua, il vino viene leggermente ossidato per via dell’ossigeno che entra nella botte.

Il vino durante il suo riposo viene arricchito da alcune sostanze cedute dal legno, formando nuovi profumi e aromi causati da reazioni chimiche che portano alla formazione di esteri, eteri e acetati.

Per ultimo al gusto il sapore del vino che ha passato un periodo nelle barrique risulta più morbido, questo per via del fenomeno di “polimerizzazione” dove i tannini si uniscono e il vino perde gran parte di quel sapore astringente.

Quindi concludendo, non è sempre vero che i vini invecchiati sono i migliori, dipende dalla tipologia del vino, sicuramente i rossi invecchiati sono di ottima qualità.

articolo scritto da enogioia per partnerwine

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VINO E CIOCCOLATO LA PAROLA CHIAVE E’ ABBINAMENTO

Cioccolato e Visciola

Se come la maggior parte delle persone siete degli amanti del cioccolato, e come me amanti del buon vino, perchè non abbinare nel modo migliori i due componenti della serata perfetta tra amici?

Spesso sentendo parlare di abbinamenti al cioccolato ci tornano in mente i liquori, un buon Rhum, un Cognac, e difficilmente un buon vino.

Il cioccolato, definito anche il cibo degli dei , per i suoi benefici nel gustarlo, favorisce il buon umore e la concentrazione.

Il vino non è da meno, veniva definito dai Romani come il nettare degli Dei, per i numerosi vantaggi che ne trae il corpo e lo spirito nel berlo.

A questo punto sono convinta che vi state domandando, qual è il miglior vino da abbinare cioccolato, perchè per entrambi ne esistono diverse tipologie totalmente differenti.

L’abbinamento vino-cioccolato possiamo definirlo, insolito, difficile, differente dal classico abbinamento vino-cibo, ma non impossibile.

Avete voglia di sfidare i vostri gusti e provare?

cioccolato bianco
immagini a scopo illustrativo

Il cioccolato bianco, uno dei miei preferiti, burroso e molto dolce, è bene abbinarlo con un vino che si sposa dolcemente con quel retrogusto di vaniglia, che spesso troviamo in questo tipo di cioccolato, per i miei gusti un vino con mosto parzialmente fermentato, è un abbinamento gustoso e vi assicuro che un sorso tira l’altro.

Il cioccolato fondente, è il cioccolato nella sua forma più pura, ricco di flavonoidi, è quello più amaro, quindi è bene abbinarlo ad un vino liquoroso, quindi un buon passito fa proprio al caso nostro.

cioccolato al latte
immagini a scopo illustrativo

Al cioccolato al latte, invece, vi propongo di provare un vino tipico della regione Marche, dolce e gustoso, un buon vino di visciola, una volta scoperto il gusto di questo vino non potrete fare a meno di tenerne una bottiglia a casa.

Cioccolato e Mossatell

E’ arrivato il momento di provare, quindi che aspettate?

Invitate i vostri amici e mettete in pratica.

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APERITIVO NATURAL CHIC: TOAST DI AVOCADO E SPUMANTE DOSAGGIO ZERO

Aperitivo Natural Chic

Sono passate diverse settimane dalla nostra ultima ricetta, ma con la Food Blogger Stefania Callegari abbiamo pensato di proporvi questa settimana una ricetta diversa dai piatti classici e tradizionali che vi abbiamo proposto fin ora.

“Natural Chic”, è il termine che definisce al meglio questo abbinamento, elementi semplici, ricercati nel gusto ma facilmente reperibili, come l’avocado e un buon spumante con dosaggio zero che rende speciale e raffinato questo abbinamento.

L’avocado, un frutto ormai conosciuto ai più, con delle proprietà sorprendenti e dal verde vivace e allegro, è un prodotto ideale per colorare le vostre tavole e perchè no anche all’ora dell’aperitivo, e uno spumante un buon metodo classico millesimato con dosaggio zero, che si sposa benissimo alla consistenza burrosa dell’avocado.

Io vi consiglio Caterina, dell’azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana, uno spumante metodo classico millesimato con dosaggio zero, ottenuto da uve Verdicchio , dalle quali si creano vini minerali in grado di esprimere nella rifermentazione in bottiglia eleganza, longevità, corposità e territorio. La maturazione sui lieviti dura più di 36 mesi.

Un prodotto dove riusciamo ancora a percepire la qualità e il duro lavoro dei produttori per ottenere un prodotto eccellente.

La preparazione del toast è semplice quindi è la ricetta ideale per chi ha poco tempo e sa che tra pochi minuti arriveranno gli ospiti.

Il toast con avocado potrà essere personalizzato in base al gusto personale: il segreto sarà sempre e solo uno, abbinare la morbidezza dell’avocado, alla croccantezza del pane tostato!

Ingredienti:

  • Avocado maturo
  • Pane da toast
  • Uova
  • Sale e pepe

Innanzitutto dividiamo a metà l’avocado eliminando il nocciolo, poi con un cucchiaio togliamo la polpa morbida, la mettiamo in un piatto e la schiacciamo grossolanamente con la forchetta, non dovendo ottenere una crema.

Aggiungiamo sale e pepe e un filo d’olio evo.

Facciamo intanto delle uova sode, il cui tuorlo resti sufficientemente morbido da sciogliersi in bocca ed amalgamarsi al gusto dell’avocado. Io le lascio 7 minuti, poi le passo sotto l’acqua fredda, le sguscio e quando sono intiepidite, le taglio a metà.

Tostiamo le fette di pane, in forno o nel tostapane; l’importante è ottenere una superficie dorata e croccante.

Spalmiamo l’avocado sul pane ancora caldo e mettiamo su ogni toast un uovo tagliato a metà.

Servite con lo spumante già fresco in un bel calice flute, e il vostro aperitivo semplice dal gusto che conquisterà i vostri ospiti, è pronto per essere servito.

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LA STAFFA

La Staffa il logo

[:it]A Staffolo, in una delle zone con maggiore vocazione per la produzione di verdicchio nasce nel 2004 l’azienda vitivinicola La Staffa.

Si può dire nata in seguito all’acquisto di una casa colonica con circa 2 etti di vigneto, Riccardo Baldi, oggi il titolare, all’epoca ancora un ragazzino, comprende fin da subito la passione per la vigna e per il verdicchio soprattutto.

Dal 2010 Riccardo diventa il titolare a tutti gli effetti, portando la sua attività a livelli eccellenti, facendo conoscere i suoi prodotti in tutto il mondo.

La caratteristica che ha premiato il suo lavoro è stata, la produzione fin da subito in regime biologico, oggi molto apprezzata sia in Italia che all’estero.

Artigianale, biologico e classico definisce Riccardo il suo lavoro, perchè l’unico modo per preservare e rispettare il territorio a suo parere, è attraverso un vino fatto con dei procedimenti ancora artigianali, garantendo la migliore condizione di crescita delle piante, ottenendo il miglior grappolo con cui produrre il vino.

In questa cantina, dai vecchi sapori, si respira ancora il profumo autentico della tradizione, dell’amore per il lavoro e per i vigneti.

La dedizione e il lavoro di Riccardo, hanno permesso la crescita di questa attività, ma permetteranno sicuramente di raggiungere i suoi obiettivi e i suoi sogni.[:en]In Staffolo, in one of the areas with the greatest vocation for the production of Verdicchio, the La Staffa winery was founded in 2004.

It can be said born after the purchase of a farmhouse with about 2 hectares of vineyards, Riccardo Baldi, today the owner, at the time still a boy, immediately includes the passion for the vineyard and for the Verdicchio above all.

From 2010 Riccardo becomes the owner in all respects, bringing his business to excellent levels, making his products known all over the world.

The characteristic that has rewarded his work has been, the production right from the start in organic farming, today very appreciated both in Italy and abroad.

Artisan, organic and classic defines Riccardo his work, because the only way to preserve and respect the territory in his opinion, is through a wine made with the procedures still craft, ensuring the best condition of growth of the plants, obtaining the best bunch with which to produce wine.

In this cellar, with old flavors, you can still breathe the authentic scent of tradition, love for work and vineyards.
The dedication and the work of Riccardo, have allowed the growth of this activity, but will certainly allow to reach his goals and his dreams.[:]