
La scoperta dell’unicità
“La terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l’ostacolo l’uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell’arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch’egli trae è universale. …”
Antoine de Saint-Exupéry,
La terra e i segreti che cela in essa.
Spesso la nostra vita è scandita da rituali, da gesti, azioni ripetute che ci fanno sentire al sicuro, ci fanno sentire importanti, indispensabili. Senza le nostre abitudini ci sentiremmo in difficoltà, eppure in esse si cela il nostro limite. La natura, la terra invece ci insegnano che esistono dei cicli, ma mai abitudini, nulla in natura è certo, assoluto se non la ciclicità. La ricerca di quello che è migliore dovrebbe essere la scelta corretta. Nessuna abitudine, ma la ricerca della semplicità.
Quando ho assaggiato il vino di Sparapani, ho avuto questa sensazione, ritrovare il gusto originario del Verdicchio. Un gusto unico, rude come è rude la terra, graffiante come il sole d’estate. Un gusto completo che riempie, inebria. A volte è entusiasmante comprendere quanto la semplicità possa essere la giusta soluzione. In questa piccola cantina, si ritrovano le sensazioni che sono andate perdute, la riscoperta dell’appartenenza al territorio, un territorio che cambia a seconda delle stagioni, dai colori unici, irripetibili. Allontanatevi da questi luoghi e ne proverete mancanza. Mancanza di accarezzare le sensazioni di una Terra e del tempo che questa famiglia ci dedica per renderla unica ed indimenticabile con i suoi vini.
Assaggiarli diventa una sensazione unica. La Famiglia Sparapani non è alla ricerca deì grandi numeri, ma del riscontro basato sulla qualità. E’ questo che fa dei loro vini un qualcosa di essenziale. Non aver mai assaggiato un sorso del loro vino significa aver perso un tassello importante della storia di questo “nettare pregiato”. Assaggiare per capire dove tutto ha avuto inizio, in un luogo dove il vino serviva alla meditazione, alla scoperta di se stessi, dove la persona si fonde con la terra e dove nulla si ripete mai inutilmente per abitudine.

















L’Osteria del Calcio, un ristorante in piazza Strozzi dedicato al pallone, una sorta di galleria d’arte del mondo calcistico, arricchito da coppe, foto, e le tante maglie dei vari giocatori che hanno fatto la storia dello sport più amato del mondo.
Tombolini, Lorenzo Amoruso e Valerio Spinella più conosciuto come Fayna, , sono stati proprio loro, i celebrity masterchef a preparare i piatti per la serata.
La sua linea è composta da una passerina spumante brut, un verdicchio e un montepulciano in purezza, durante la serata questi prodotti importanti e dal gusto deciso hanno conquistato l’attenzione di chi era presente all’evento.

















